Il Parco del Delta del Po Emilia Romagna in territorio ferrarese è una vasta area incorniciata dal verde di boschi secolari, pinete e oasi che si alternano a testimonianze d’arte di somma bellezza. Con i suoi 54.050 ettari è il più esteso dei parchi regionali ed è caratterizzato sia da zone umide salmastre che da zone d’acqua dolce.In questo paesaggio tra terra e acqua la natura si mescola all’intervento dell’uomo, l’azione esercitata dal tempo a quella meticolosa dell’uomo che, nella secolare attività di bonifica, ha saputo creare un equilibrio armonico tra l’ambiente naturale da preservare e quello destinato a risorsa economica. Il Delta del Po è stato inserito nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Il Parco si articola in se ambiti territoriali denominati “Stazioni”:

 

Stazione 1 – Mesola, Goro e Volano;

Stazione 2 – Centro storico di Comacchio;

Stazione 3 – Valli di Comacchio;

Stazione 4 – Pineta di San Vitale e Piallasse di Ravenna;

Stazione 5 – Pineta di Classe e Salina di Cervia;

Stazione 6 – Campotto di Argenta

 

Codigoro, in provincia di Ferrara, si estende nella parte Nord-orientale del Parco del Delta del Po su una superficie di 17.000 ettari di terreno per la maggior parte destinati all’agricoltura. Nel territorio codigorese sono presenti aree di interesse naturalistico quali l’Oasi di Canneviè e Porticino, piccole valli salmastre che costituiscono uno degli angoli più suggestivi del Parco. Codigoro si trova a pochi km di distanza dalle prime tre stazioni del Parco del Delta Emilia Romagna. 

 

La prima stazione Volano-Mesola-Goro comprende la Sacca di Goro, la Foce del Po di Volano, le meravigliose Valli Bertuzzi ed il Bosco della Mesola.Il porto di Goro si affaccia su un’ampia insenatura a forma di mezza luna, la Sacca di Goro, con una superficie di 2.000 ettari. E’ particolarmente adatta alla mitilicoltura, essendo profonda in media 60-70 cm. La fauna comprende numerose specie di avifaunaacquatica, sia nidificanti, come l’airone rosso, il tarabusino, la folaga, vari passeriformi e la beccaccia di mare. La fauna ittica, oltre a mitili da allevamento, è costituita da ostriche, cefali, anguille, orate e branzini.

La Foce del Po di Volano si trova ai margini della Sacca di Goro nei pressi dell’abitato del Lido di Volano. La varietà di ambienti che si incontrano (pineta, fiume, bosco, spiaggia, sacca, canneto e laguna) permette una vasta gamma di avvistamenti di diverse specie di uccelli. Le Valli Bertuzzi che comprendono anche Valle Cantone e Valle Nuova hanno un’estensione di circa 2000 ettari e sono utilizzate per l’allevamento del pesce. Lungo la strada Acciaioli è presente una torretta che consente una veduta panoramica sulla valle da pesca e spesso capita di osservare numerosi fenicotteri rosa, che dalle vicine Saline di Comacchio si spostano per alimentarsi.

Il Bosco della Mesola è una zona boschiva di oltre 1000 ettari, compresa fra il Po di Goro e di Volano, con vegetazione tipicamente mediterranea a prevalenza di leccio: al suo interno è presente una riserva integrale di 200 ettari. Di estremo interesse naturalistico anche la varietà delle specie faunistiche, tra cui primeggia il “Cervo delle dune”.

Nella prima stazione sono presenti inoltre edifici di interesse storico e artistico quali l’Abbazia di Pomposa, il Palazzo del Vescovo, il Castello Estense della Mesola, la Torre della Finanza e strutture idrauliche realizzate per favorire il deflusso a mare delle acque costruite in varie epoche e giunte sino a noi quali ad esempio Torre Abate, la Chiavica dell’Agrifoglio e Torre Palù.

L’Abbazia di Pomposa si trova a 5 km da Codigoro e risale all’VIII-IX secolo. La bellezza degli affreschi che decorano l’interno della Basilica, ci svela che nell’alto medioevo Pomposa rappresentava un centro di potere religioso e civile. L’interno della chiesa, a tre navate, è stato affrescato nel XIV secolo da artisti della scuola bolognese, tra i quali si riconosce la mano del caposcuola Vitale. Ricche di pathos sono le pitture raffiguranti le scene del Vecchio e del Nuovo Testamento e dell’Apocalisse. Il complesso monastico è poi formato da un chiostro con pozzo centrale, dalla Sala del Capitolo, da un Refettorio con affreschi e dal Palazzo della Ragione.

Il Castello Estense fu fatto costruire dall’ultimo duca di Ferrara, Alfonso II tra il 1578 e il 1583 come “luogo di delizia”, per ospitare la corte durante le battute di caccia dell’autunno e le feste della primavera. Oggi ospita il Nuovo Centro di Educazione Ambientale che offre le nozioni fondamentali per comprendere un paesaggio disegnato dal fiume, bosco e lagune.

La seconda stazione del Parco è il centro storico di Comacchio che dista circa 25 km da Codigoro. Comacchio , detta anche piccola Venezia, conserva intatta la sua caratteristica di città lagunare attraversata da canali e ponti. Nel centro storico di Comacchio si può ammirare ad esempio il complesso architettonico dei Trepponti, il Museo della Nave Romana e la Manifattura dei Marinati.

Le Valli di Comacchio “stazione” centrale del Parco del Delta del Po dell’Emilia –Romagna, dopo legrandi bonifiche operate tra la fine dell’800 e l’inizio del secolo scorso, fino alle più recenti realizzate intorno al 1960, conservano specchi d’acqua con un’estensione complessiva di oltre 13.000 ettari. Dall’acqua si sino sviluppate importanti attività tradizionali come l’allevamento e la pesca di specie ittiche, fra cui primeggia l’anguilla. La Salina di Comacchio, posta nell'angolo nord-est delle Valli, è stata ricavata nell'antica foce del Po di Eridano che fluiva a nord delle attuali estensioni allive, rappresenta un altro biotopo di grande valore naturalistico. Le Valli sono il regno di gabbiani e sterne, ben 9 specie vi nidificano regolarmente, e molte altre rarissime specie hanno eletto il comprensorio lagunare quale habitat ideale per riprodursi (spatola, fenicottero, avocetta, cavaliere d’Italia, pernice di mare), svernare o trovare accoglienza durante il passo migratorio. Le attività antropiche hanno lasciato importanti segni connessi alla pesca e alla vita di una civiltà legata all’elemento liquido. Casoni di valle e stazioni di pesca sono disseminati lungo le direttrici del bacino vallivo.Attualmente è possibile seguire un itinerario storico – naturalistico (in barca o a piedi) attraverso la visita ai casoni restaurati partendo da Stazione Foce.

Percorrendo la Romea in direzione Ravenna si incontrano i sette Lidi di Comacchio che si sviluppano su oltre 23 km. Si tratta di sette località balneari che propongono modi diversi di vivere la vacanza a contatto con la natura. Il Lido di Volano dista circa 16 km da Codigoro ed è il più settentrionale dei sette lidi, quello più vicino al Delta del Po e quindi più interessante dal punto di vista naturalistico. Insieme alla spiaggia, il Lido di Volano possiede una vasta pineta che fa parte della Riserva Naturale statale denominata Po di Volano.

Codigoro dista dalla città di Ferrara 50 km circa. Ferrara è stata un importantecentro medievale che ha raggiunto il massimo splendore nel rinascimento sotto il dominio della casa d’Este. Splendidi palazzi, case, chiese, piazze, strade, giardini e opere d’arte costituiscono una delle sue maggiori attrattive. Ferrara viene riconosciuta dall’UNESCO quale “mirabile esempio di città progettata nel Rinascimento che conserva il suo centro storico intatto”. Il riconoscimento UNESCO alla città e al suo territorio ha attestato autorevolmente il valore di un paesaggio urbano e naturalistico unico al mondo.

Lo Scannone, noto anche come “Isola dell’Amore”, è un recentissimo lembo di terra emerso come conseguenza dell’avanzamento deltizio del Po. La bassa vegetazione che lo ricopre è composta essenzialmente da giunchi palustri, canneti, salicornie e tamerici, ed è rifugio per i numerosi volatili che frequentano l’isola. L'unico modo per raggiungere l'isola è via mare tramite imbarcazioni che partendo da Goro o da Gorino Ferrarese accolgono i turisti e li depositano alla base del Faro di Goro, unica costruzione presente sull'isola.

La Lanterna Vecchia è l’antico faro che un tempo illuminava la via ai marinai. Oggi la lanterna è stata recuperata ed è utilizzata come osservatorio naturalistico sulla Sacca di Goro; è raggiungibile a piedi o in bicicletta attraverso un percorso naturalistico o via mare con partenza dal Porto di Gorino.

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